Alcune riflessioni sull’Assemblea Nazionale del 18 luglio 2015

Sabato 18 luglio si è tenuta l’Assemblea Nazionale del PD all’EXPO di Milano. Per me è stata la prima esperienza come delegato. In questo spazio vorrei riportare qualche considerazione sull’incontro.

Devo dire, prima di tutto, che sono rimasto positivamente colpito dal clima generale. Mi immaginavo qualche cosa di più disordinato invece ho trovato ordine. Una scansione dei tempi e delle cose da fare molto precisa tuttavia con un intervento fiume di oltre 1 ora e 30 minuti Matteo Renzi si preso gran parte del tempo a disposizione penalizzando un po’ il dibattito. Ci ha raccontato la sua Italia e la sua idea di Paese. Una narrazione accompagnata da immagini ad effetto. Lo scopo era di imprimere le parole nelle menti degli spettatori.La sala era piena e molto disciplinata. Non ho visto ovazioni. L’unico momento di accorato applauso è stato quando è apparsa la foto della bambina con il peluche. Una reazione di pancia che però non aggiunge nulla alla sostanza delle discussioni.

Al di là del rito della comunicazione ci sono poi alcuni contenuti che vanno attentamente discussi. Ho reputato positivamente le intenzioni di Matteo Renzi di impegnarsi maggiormente sul fronte delle politiche dell’integrazione e della migrazione così come sulla questione dell’integrazione europea. C’è molto da lavorare e sicuramente l’Italia non può farcela da sola. Serve una vera Europa unita, politicamente e socialmente.

Ho invece valutato un azzardo quello sull’abbassamento delle tasse in modo indiscriminato. Abolizione di IMU su terreni agricoli, capannoni e prima casa per tutti non è positivo. La tassa sulla prima casa non può essere abolita per tutti. Deve prevalere una ragionamento diverso, lo si dice da tanto tempo. L’esenzione dal pagamento di certe tasse deve essere legato a una questione di “capacità contributiva”. Chi ha deve pagare. Chi non ha deve essere sostenuto nella sua vita di tutti i giorni. La maggior parte degli italiani possiede una propria abitazione ed è certo vero che il tetto sulla testa è un diritto. Ma sappiamo anche molto bene che di quell’80% c’è una parte che vive con stipendi bassi o medio bassi e gente che vive con stipendi alti o altissimi. In quell’80% c’è di tutto. Allora è il caso di dire: aboliamo la tassa sulla prima casa a tutti quelli che hanno un reddito annuo inferiore a X Euro. Questo è sensato, questo è giusto e io appoggerei senza dubbio l’azione del Segretario.

Alcuni interventi critici hanno messo in luce poi un punto molto importante della questione. È stato Daniele Viotti, europarlamentare del PD ed esponente del gruppo ReteDem, a chiedere a Matteo Renzi: prima di dire meno tasse per tutti, facciamo in modo che tutti paghino le tasse. Non una parola è stata spesa da parte del Segretario sulla questione dell’evasione fiscale. Non una parola sulla questione legalità. Una svista o una strategia? Una lotta all’evasione fiscale è l’unico modo per poter poi procedere con una giusta redistribuzione delle risorse e un abbassamento, anche consistente ed esteso, della pressione fiscale. Ma capite bene che con oltre 130/160 miliardi di evaso all’anno l’Italia non può davvero ripartire. Poi, aspetto molto più tecnico, non ci è stato detto come si intendono trovare quei 50 miliardi con cui abbassare le tasse. Mica un problema secondario!

Ho reputato inoltre non positivo che il Segretario abbia affermato di non volersi occupare del Partito. Questo ha generato anche nei delegati della sua stessa mozione un po’ di malcontento. Dopotutto un Segretario politico deve occuparsi del partito che rappresenta, altrimenti che senso ha esserne il leader? Certo è giusto quando dice: non voglio pensare alle correnti. Ci mancherebbe. Ma occuparsi del partito non è questo, vuol dire preoccuparsi di trovare sintesi politiche tra posizioni differenti. Per me la qualità di un leader politico è la capacità di gestire il consenso non meno del dissenso. Saper usare la forza che viene dall’appoggio di tante iscritte e iscritti (come si è visto nelle primarie) e interpretarla come responsabilità, e saper mediare con chi non la pensa allo stesso modo.

Il partito è comunque uno e ormai la sua unità è diventata la mission! Anzi, è un vero e proprio obiettivo politico.

Al di là delle mie personali opinioni sono però molto felice di aver preso parte a questo evento. Di aver portato, per quel poco che ho potuto, un po’ di Europa all’Assemblea Nazionale. Ho avuto modo di parlare con la Ministra dell’Istruzione, Giannini, che si è molto interessata alla nostra comunità di Circoli all’estero. Spero ci sarà l’occasione, in futuro, di lavorare in modo più forte e produttivo con il nostro Partito. Gli italiani all’estero sono una risorsa. Possiamo condividere informazioni, esperienze e conoscenze. Non includerci sarebbe controproducente per il partito stesso.

Vi terrò aggiornati sulle prossime iniziative!

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