Appello di uno dei tre milioni e centomila

Cari progressisti di ogni età, vogliamo smetterla di piangerci addosso e rintanarci nel nostro eremo di sfiducia e pessimismo? La sfida che ci sta’ di fronte chiede ben altro, o a voi sta’ bene così? Continuare a cullarvi nella logica del “Sono tutti uguali non c’è niente da fare”? Oppure nel fare di tutt’un erba un fascio della storia degli ultimi 40 anni? Sappiamo bene che non sono stati 40 anni lineari, sappiamo bene come sono finite le poche esperienze di governo che sono toccate alla sinistra. Dove alla buona volontà Prodiana si sono sovrapposte le mille verità ideologiche dell’arcipelago della sinistra, la mancanza di coesione, e soprattutto il peso specifico di una forza minoritaria nel paese quale eravamo. Su questo possiamo dircene di santa ragione, ma non certo paragonarci all’era Craxiana prima e berlusconiana poi.

Ma ora dobbiamo andare oltre. Facciamo finta di non accorgerci della novità eclatante senza precedenti che un partito che ha 4 anni di vita ha introdotto nella scena politica europea? Avete mai visto prima, non solo in Italia, ma in Europa, più di tre milioni di persone mettersi in fila due domeniche di seguito per scegliere il proprio candidato premier?

Avete mai sentito il candidato premier designato rivolgersi alla propria gente non più come l’“uomo nuovo al comando” che promette mare e monti, ma come parte di una squadra di popolo, consapevole delle grandi difficoltà da affrontare assieme. È questa la grande novità e assieme la grande forza che ognuno di noi è chiamato a consolidare e a rafforzare per accrescerne il consenso nel paese. Facciamo entrare la “società civile” nel governo del Paese, fuori dalle vecchie logiche della spartizione, ridiamo voce al mondo dell’associazionismo, del volontariato, dell’impegno civico, della cultura, della ricerca. Tutto ciò non l’ha inventato il sottoscritto ovviamente, ma è il cuore della carta che abbiamo sottoscritto all’atto della nostra partecipazione alle primarie.

Certo che Bersani non ce la farà: se lo lasciamo da solo. Se ci fermiamo ad osservare le macerie che ha prodotto una destra corrotta e rapace, pensando all’uomo della provvidenza.

Questo evento delle primarie ha prodotto un sussulto vitale assolutamente nuovo nel campo dei progressisti, ha ridato voce, gusto del confronto, della discussione a migliaia di persone. In questo ha agito quel formidabile strumento di comunicazione rappresentata dal web, che costituisce anche un formidabile strumento di controllo e di denuncia.

Allora abbiamo candidato una persona capace e onesta alla guida del paese, il primo di tremilioni e centomila. Partiamo di qui! Da questo formidabile blocco, per far diventare la speranza che ci ha mosso, maggioranza nel paese. Adesso avanti!

Lascia un commento

Un commento su “Appello di uno dei tre milioni e centomila”