IMU = Imposta da Modificare Urgentemente

Chi, dopo anni di sacrifici, ha acquistato un appartamento o una casa in Italia, nella speranza di trascorrervi periodi più o meno lunghi, d’estate o nell’età della pensione la conosce bene: IMU – imposta municipale unica – è diventata tra noi che viviamo in Germania, una delle imposte più conosciute, ma certo non popolari.

Una tassa ingiusta?

Ricordiamoci, innanzitutto, che con nomi diversi una tassa simile esiste in tutta Europa, anche in Germania. Con il nome ICI – imposta comunale sugli immobili – c’era anche durante i governi di centrosinistra anche se era una tassa un po’ più equa dell’attuale Per esempio, il Governo Prodi aveva aumentato la detrazione base sull’Ici da € 103 a € 300 complessivi, esentando di fatto dal pagamento dell’imposta sulla casa in Italia la quasi totalità degli italiani residenti all’estero.

Il demagogo del Bunga Bunga, tornato al governo, l’aveva cancellata per tutti, con la conseguenza di far perdere ai comuni molte preziose risorse. Sappiamo quali conseguenze ha avuto questa politica: l’Italia un anno fa era vicinissima, per ragioni internazionali, ma anche per gli errori del governo Berlusconi-Tremonti, alla peggior crisi finanziaria della sua storia. Con il governo Monti, che il PD ha appoggiato perché in un momento di grande difficoltà del nostro Paese era giusto cacciare Berlusconi e assumersi responsabilità, è stata introdotta l’IMU. Non era la tassa sugli immobili voluta dal PD, che infatti aveva avanzato a Monti proposte diverse e più eque senza trovare ascolto.

Il problema principale di questa tassa è, per tutto il PD, che l’IMU non è un’imposta equa. Non sono i grandi proprietari di case a pagare di più,ma chi ha minori entrate e già contribuisce molto al bilancio dello Stato: i lavoratori dipendenti e i pensionati, che hanno risparmiato tutta la vita e hanno acquistato un appartamento per non dover pagare affitti sempre più elevati, oppure chi ha investito i propri soldi in un secondo appartamento per aumentare, sia pur di poco, il proprio reddito affittandolo. I primi si sono visti molto aumentare la tassa, i secondi l’hanno vista salire a livelli vertiginosi.

Cosa propone il Pd per modificarla

La coalizione di centrosinistra punta a cambiare le regole dell’IMU nel senso di renderla più giusta. Bersani a “Porta a Porta” lo ha detto chiaramente:

“Bisogna eliminare l’Imu a chi paga oggi fino a 500 euro. Sopra una certa soglia, oltre 1 milione e mezzo catastale, invece si può caricare di più.”

Il nostro Segretario propone, dunque, che questa tassa non sia uguale per tutti, ma tenga conto delle condizioni economiche dei contribuenti. Infatti, il problema non è tanto quello di tassare diversamente la prima casa rispetto alla seconda, ma di raggiungere una maggiore equità fiscale. Sempre Bersani ha ricordato con ironia che c’è casa e casa:

“in tutti i paesi del mondo c’è una tassazione sugli immobili, anche perchè uno può avere come prima casa anche la Reggia di Caserta… E’ dunque necessario fare un’operazione redistributiva di questa imposta”.

Il messaggio del PD è chiaro: chi ha di più deve pagare in proporzione alla sua ricchezza.

L’IMU e gli italiani all’estero

Quattro parlamentari del Partito Democratico eletti all’estero, nella circoscrizione Europa, hanno preso posizione su questo tema allo scopo di far valere le ragioni degli italiani che vivono all’estero. Molti comuni, infatti, nei loro regolamenti per l”applicazione dell’IMU, trattano le abitazioni degli immigrati come “seconde case” anche se in realtà si tratta spesso dell’unica abitazione posseduta.

Alcuni parlamentari contestano la costituzionalità dell’IMU. L’on. Narducci ha detto:

“Nonostante gli sforzi fatti per apportare modifiche alla legge, che ha palesi profili di incostituzionalità, la fiducia apposta sulla Legge di Stabilità e i tempi brevi dell’iter parlamentare hanno impedito un reale dibattito e il miglioramento della norma che rappresenta nei confronti dei nostri connazionali all’estero una forma di discriminazione e ingiustizia”.

Insieme al sen. Micheloni, Narducci si è fatto promotore di un ricorso al TAR con l’obiettivo di arrivare alla Corte Costituzionale e far dichiarare incostituzionale almeno in parte la legge istitutiva dell’IMU. Inoltre, i due deputati propongono la presentazione di esposti alla Corte di Giustizia europea, sempre contestando l’inequità della tassa.

Scettici su queste iniziative giudiziarie sono l’on. Laura Garavini, unica deputata proveniente dalla Germania, e il suo collega alla Camera, Gianni Farina, che scrivono

“Fermo restando che ogni cittadino può a andare dal giudice quando e come crede per tutelare i propri interessi, siamo convinti che la politica, se vuole essere seria e credibile, non debba mimetizzarsi, ma debba fare fino in fondo il proprio mestiere. E il mestiere del parlamentare è quello di assumersi impegni precisi e leali per cercare di determinare soluzioni realistiche.”

Soluzioni che i due deputati credono si possano trovare nel quadro delle proposte avanzate da Bersani, cioè

“riorganizzare l’imposta secondo principi di equità sociale, senza far correre all’Italia insostenibili avventure che – lo sanno pure le pietre – ormai non si può più permettere… e porre il problema della casa dei cittadini residenti all’estero come un problema di giustizia e di parità rispetto ai cittadini in Italia, assimilandola alla prima casa.”

Le differenze tra le posizioni dei parlamentari PD – che si potevano evitare con un maggior coordinamento – sono solo sulla strada da seguire. L’obiettivo per fortuna è comune: modificare l’IMU e rendere questa tassa più giusta. Un obiettivo che si può raggiungere se il PD e la coalizione di centrosinistra usciranno vincenti dal voto del prossimo mese.

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