In risposta alle dichiarazioni di Alessandro Pace

Le dichiarazioni di Alessandro Pace, che annuncia di presentare ricorso qualora il voto di noi italiani all’estero risulti decisivo per una eventuale vittoria del Sì al referendum costituzionale, ci riempiono di sdegno e amarezza.

Non è accettabile che il nostro voto venga considerato valido solo in caso di vittoria di una parte. Le parole di Pace dovrebbero suscitare lo stupore e l’indignazione di tutti, non solo di noi che viviamo fuori dall’Italia ma continuiamo a impegnarci e a informarci per il nostro Paese.

Il Prof. Pace pone il problema delle possibili manomissioni al voto espresso per posta – un problema certo da non sottovalutare, e su cui da tempo la comunità italiana all’estero del Partito Democratico sta lavorando per proporre modifiche in grado di garantire uno svolgimento ancor più corretto delle procedure di voto e di scrutinio. Ma non fa bene a nessuno, tantomeno a noi, strumentalizzare questo problema a fini di campagna elettorale; anzi, ci fa sospettare che, al di là delle belle parole di circostanza sugli italiani all’estero come risorsa utile e preziosa, siamo in realtà sempre considerati cittadini di serie B, il cui diritto di voto può essere tranquillamente messo in discussione senza conseguenze.

I quasi cinque milioni di italiani all’estero non meritano questo trattamento. Le nostre comunità sono attive e voteranno come sempre in modo consapevole.

Confidiamo dunque in una smentita da parte del Prof. Pace, che certo comprenderà come le sue dichiarazioni risultino per noi profondamente discriminatorie e sprezzanti.

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