Lo tsunami degli indignados sta arrivando

“Ma a parte questo è evidente che la sostanza, il centro della protesta degli “indignados” non consiste in una o più misura tecniche di ardua valutazione, chiedono una cosa diversa: che le persone non siano sacrificate e stritolate dentro i meccanismi del potere finanziario, chiedono che siano gli Stati a riappropriarsi della sovranità finanziaria ed economica, che i cittadini non finiscano per pagare le illusioni e i disastri di un sistema di potere che ha subordinato quello politico o vi si è alleato per affermare proprio l’impossibile crescita infinita. E anche un’altra cosa: che il denaro può creare denaro a prescindere dal lavoro.”

Questa è la frase centrale dell’articolo che ilsimplicissimus ha pubblicato sul suo Blog

Questo autunno del 2011 ce lo ricorderemo per molto tempo perchè qui incomincia una nuova rivoluzione copernicana: il sistema capitalistico-finanziario odierno segnala crepe vistose e non potrà andare avanti senza radicali cambiamenti. La protesta popolare, al di là delle provocazioni dei Black-Bloc, è senz’altro da leggere ed interpretare bene, ma basta vedere le immagini per una prima analisi della una giornata mondiale di protesta dicono che il malessere del mondo occidentale è molto più forte di quanto non venga detto.

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