Meno Europa? Più Europa!

Pochi giorni fa un piccolo partito della coalizione di centrodestra che governa la Slovacchia ha fatto tremare l’Europa. Il partito si chiama Sloboda a Solidarita (Libertà e Solidarietà) e fa del conservatorismo liberalista berlusconiano la propria bandiera.

Con la propria astensione sul documento dello stesso governo che proponeva l’ approvazione del fondo di salvataggio europeo (Efsf) SAS ha in un colpo solo determinato una crisi a livello europeo e la caduta del governo.

Il piccolo partito slovacco ha ottenuto alle elezioni del 2010 il 12% dei voti, circa 307 mila. Voti che hanno dato all’SAS un enorme potere e che gli hanno permesso di tentare un ricatto vero e proprio: costringere l’Unione Europea a concedere alla Slovacchia un trattamento di favore. Il tentativo fortunatamente non è riuscito, il governo è caduto e l’opposizione slovacca si è fatta carico di approvare la norma contestata.

Resta il fatto che una piccola minoranza stava per imporre a 700 milioni di cittadini europei la propria volontà. Logico chiedersi se sia davvero questa l’Europa voluta dai grandi padri dell’idea europea, da Spinelli a De Gasperi per citare solo due italiani. Comprensibile che ciò aumenti l’insofferenza verso istituzioni europee, che sembrano sempre più prigioniere di meccanismi assurdi.

Eppure la lezione da trarre dal caso slovacco è chiara: non di meno Europa c’è bisogno, ma di un’Europa più forte e matura, capace di arrivare in tempi brevi a decisioni prese a maggioranza, senza sottostare a ricatti di piccole minoranze. E di un’Europa più attenta alle esigenze sociali, dei giovani precari e disoccupati, degli anziani.

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