Relazione finale della Segreteria del Circolo di Monaco di Baviera

Quattro anni di lavoro possono sembrare un’esperienza limitata nel tempo, ma non lo sono affatto quando si opera a contatto col territorio, impegnandosi quotidianamente per la comunità degli iscritti, dei militanti e dei simpatizzanti del nostro partito – soprattutto quando ci si trova all’estero, ad affrontare sfide nuove ed inedite che non coinvolgono solo il Partito Democratico e i suoi sostenitori, ma tutti la comunità italiana, nei suoi diversi aspetti e con le sue diverse esigenze. Un impegno costante, che richiede dedizione e sacrificio, ma che – se si è bravi, preparati e ovviamente fortunati – può lasciare un segno tangibile: un Circolo vivace e attivo, che diventa punto di riferimento per una comunità attenta e interessata.

Per questo motivo abbiamo scelto di pubblicare la Relazione finale di Cecilia Mussini, Segretario uscente del Circolo PD di Monaco.

Un documento che vale la pena leggere, davvero: per trovarci tutto l’impegno, la passione e la determinazione che guida tanti dei nostri iscritti e militanti sul territorio.

Che sia di ispirazione per tutti noi!


Monaco, 11.11.2017
“Voltati e guarda il cammino che hai percorso. Non spaventarti. Raccogli sempre il frutto dell’esperienza passata”. (Dugpa Rimpoce)
Quando, quattro anni fa, mi sono candidata a Segretaria di questo Circolo, ho aperto il mio documento congressuale con un riferimento ad un libretto di Cosimo Pacciani con prefazione del Prof. Francesco Clementi (La politica accidentale): la politica, secondo loro, può essere qualcosa di “accidentale”, qualcosa che irrompe nella tua vita ad un certo punto e non si trasforma in “mestiere”, ma resta passione intellettuale, morale e civica. All’epoca forse non capivo fino in fondo le implicazioni di questo concetto, che pure mi affascinava molto, ma ero certa di alcune cose: che la politica non sarebbe diventato il mio “mestiere di vita”; che per essere vicina alla realtà la politica ha bisogno di persone che si mettano al servizio di un’idea o di una comunità ma sappiano anche mettersi da parte; e che a tutti i livelli – anche al più basso – è fondamentale considerare la politica come un impegno che coinvolge la dimensione personale, umana, quella intellettuale e quella collettiva, civica.
A distanza di quattro anni, mi accorgo che quella citazione ha davvero segnato il mio rapporto con il Circolo e con la politica nel suo insieme, guidando il mio agire anche quando ne ero meno consapevole.
Tre erano le parole che avevo scelto per illustrare l’indirizzo politico che volevo dare al Circolo: aprire, integrare, proporre. In che modo – insieme a Giulia Manca, Vice-Segretaria, senza la quale non sarebbe stato possibile nulla di tutto questo, e al Direttivo – ho provato a trasformarle da parole ad effetto in fatti concreti?
Aprire
La prima necessità a cui fare fronte era quella dell’apertura.
Apertura in termini di riconoscibilità, di visibilità, di “farci conoscere” tra i 25.000 Italiani di Monaco: in questo senso abbiamo impostato un lavoro di comunicazione delle attività fatte che ci permettesse di raggiungere il maggior numero possibile di persone.
Abbiamo – grazie a Giuseppe Pascale– modernizzato il nostro sito, rendendolo più fruibile: in diversi ci hanno scritto dopo averlo consultato e avervi trovato le informazioni principali (ma il sito è anche strumento di approfondimento, grazie alla sezione di “materiali” che si è sviluppata a partire da alcuni incontri).
Abbiamo creato una mail apposita per il Circolo a cui essere contattati; abbiamo trasformato il profilo Facebook in una pagina, che attualmente conta 1150 like; abbiamo creato un profilo twitter, che ahimè abbiamo utilizzato troppo poco (e per la nuova segreteria, in considerazione della trasformazione dei social network, forse si porrà il problema di… aprire un account instagram!); abbiamo introdotto e utilizzato sistematicamente lo strumento dello streaming durante gli incontri pubblici, rendendo possibile a un maggior numero di persone la partecipazione (in questo senso abbiamo anche sperimentato funzioni innovative della fruizione dei video, come nella rimodulazione, fatta se ricordo bene da Giulia, Carlo Taglietti e Giuseppe, dell’intervista al Prof. Plutino sull’Italicum, che rendeva possibile una fruizione “spezzettata” e una fruizione integrale). Abbiamo, infine, commissionato ad un grafico, Zeno Pacciani, un logo (un regalo!) per il PD Monaco, realizzando anche biglietti da visita da distribuire alle manifestazioni.
Dal punto di vista della comunicazione, abbiamo sistematizzato l’infrastruttura: oggi il Circolo si serve di una mailing list per soli iscritti e di una mailing list per il direttivo, mentre i simpatizzanti ricevono regolarmente newsletter informative (in questi anni abbiamo praticamente raddoppiato il numero dei simpatizzanti: su 146 membri del gruppo, 65 sono stati aggiunti a partire dal 2014).
Apertura significa anche cercare di aumentare il numero degli iscritti, e anche su questo abbiamo cercato di fare la nostra parte: dal 2013 al 2017, come mostra il grafico, il Circolo è cresciuto di di ca. ¼, passando da 24 a 30 iscritti (anche se ci dispiace molto non essere riusciti a consolidare le iscrizioni dell’anno scorso, che hanno raggiunto il picco di 34). Per la prima volta abbiamo inoltre un iscritto tedesco, Uli Pfaffmann.
C’è naturalmente ancora moltissimo da fare e sono certa che Giuseppe saprà proseguire, migliorandolo, con il lavoro fatto.
Apertura significa anche essere aperti a idee diverse, saperle fondere e saper dialogare con la realtà che ci circonda. In quest’ottica, i numerosi eventi pubblici che abbiamo organizzato – oltre ad averci permesso di farci conoscere sul territorio – ci hanno consentito di ascoltare voci diverse: voglio ricordare, ad esempio, il bellissimo workshop sulla democrazia energetica, a cui hanno partecipato esperti con posizioni diversificate; o l’incontro sulle trivelle, con il Prof. Gianluca Ruggieri– uscito dal Partito – e il Sen. Micheloni, nel marzo del 2016; o l’incontro sul Jobs Act, con la voce critica del deputato bavarese Florian von Brunn nella parte introduttiva. Si tratta di piccoli esempi pubblici di una pratica dialettica che nel Circolo abbiamo portato avanti, nelle riunioni e nella mailing list, con pervicacia e convinzione.
Più tradizionalmente abbiamo svolto almeno tre volantinaggi, in occasione delle primarie e della proiezione del Film What is Left? alla Filmhochschule; oltre ad avere organizzato la manifestazione in piazza per le Unioni Civili nel gennaio del 2016 e ad avere partecipato regolarmente, ad es., alle manifestazioni del primo maggio.
A posteriori, tra le cose che avrei voluto fare per raggiungere più persone e che purtroppo non siamo riusciti a portare a termine, sarebbe stato bello riuscire ad organizzare banchetti in giro per la città e portare avanti i porta a porta che io e Giulia abbiamo svolto durante la campagna referendaria con il comitato Basta un Sì.
Integrare
La seconda parola-guida che abbiamo seguito è stata, appunto, “integrare”: integrare idee diverse e identità diverse, storie diverse, esigenze diverse.
Quando mi chiedono come sia composto il Circolo di Monaco, io dico sempre che la sua essenza è la molteplicità: è la storia di Gianfranco Tannino, che dalla sinistra extraparlamentare, attraverso il tortuoso percorso dei partiti di sinistra, ha abbracciato con convinzione la vocazione riformista del PD; di Emidio e Orazio Vallone, che hanno vissuto molto più a lungo in Germania che in Italia e vorrebbero che l’Italia assomigliasse un po’ di più al posto in cui viviamo; di Luigi Tortora, socialista, che ha ancora voglia di andare a volantinare in piazza; di Silvia Caneva, che non ha mai fatto politica prima e si è appassionata col tempo, e ha la dote di analizzare i problemi uno per uno prima di prendere una posizione; di Giuseppe Izzo Itsoh, che vorrebbe che il PD assomigliasse di più al partito radicale; di Alessandro Riccini, che porta la teoria marxista nelle nostre discussioni di politica economica; di Daniele Bernardini, imprenditore, che vuole un partito “giusto” e al passo con i tempi; di Simona, Carlo, Daniela, che vorrebbero un PD più vicino ai partiti fratelli; e di tutti gli altri, uno per uno – e vorrei soffermarmi su ciascuno, anche se mi è chiaramente impossibile -, perché ciascuno di noi porta con sé esperienze preziose che vanno valorizzate e mescolate, per rendere il partito davvero un corpo vivo e non un semplice insieme di petizioni di principio.
Come dicevo, abbiamo cercato, in questi anni, di promuovere incontri pubblici che ci permettessero di approfondire tematiche di interesse generale. Un dibattito sano e informato è alla base della democrazia, e in un momento di grande trasformazione del sistema dell’informazione – i giornali, come tutti i corpi intermedi, vivono una grandissima crisi, e i social network diventano sempre più importanti come fonte di informazione – io credo fermamente che sia compito dei circoli portare avanti un dibattito approfondito sulle questioni che riguardano le regole della nostra convivenza.
È in quest’ottica che abbiamo invitato Ernesto Maria Ruffini, all’epoca valido tributarista con un blog sull’Espresso, a parlare di politica fiscale (e oggi Ernesto Maria Ruffini, che è ancora molto legato a noi, è direttore dell’Agenzia delle Entrate, dopo avere guidato la riforma radicale di Equitalia che ha portato alla sua abolizione come ente separato) in occasione delle elezioni europee. Nel 2015 ci siamo dati molto da fare: a gennaio si è tenuto il già citato workshop sulla democrazia energetica, con la nostra Silvia, Augusto Giussani, Andrea Burzacchini e Gianluca Ruggieri; a febbraio abbiamo organizzato la proiezione di What is left?, per interrogarci sul significato della sinistra oggi; a maggio abbiamo avuto un’interessantissima discussione sull’Italicum con il prof. Marco Plutino; a giugno abbiamo approfondito la riforma del lavoro con Filippo Taddei (e per la prima volta abbiamo sperimentato la traduzione consecutiva – perfettibile, ma è valsa la pena di fare il tentativo: integrazione è anche dialogo con il paese in cui viviamo). Nel 2016 il Prof. Plutino ha illustrato alcuni aspetti della riforma costituzionale; quest’anno, nel contesto di un progetto più ampio del PD Germania, che ha visto anche incontri con Francesco Nicodemo, del team di palazzo Chigi, a Stoccarda e Fracoforte, è stato nostro ospite David Puente, bravissimo “smonta-bufale” che ha illustrato, con esempi davvero incredibili, il potere corrosivo delle fake news sui meccanismi democratici (Davros David Puente).
Certamente l’integrazione delle idee passa anche – se non soprattutto – attraverso un dialogo sincero tra di noi. Durante le riunioni mensili abbiamo cercato di affrontare questioni sempre più attuali relativamente alla vita del Partito: il rapporto tra politica e assistenzialismo; il significato di “territorio” in un contesto sempre più misto online-offline; il valore della vocazione maggioritaria e della dialettica all’interno del partito. In quest’ottica abbiamo poi introdotto i cosiddetti “Stammtisch”, da un’idea del Circolo di Berlino: ne abbiamo tenuti – a scadenze più o meno regolari – sulla forma partito, sui flussi migratori e il loro impatto sulle società europee, sui muri e le barriere fisiche nella gestione delle crisi migratorie (con esponenti del PD Südtirol, Ilaria Piccinotti e Alexander Tezzele, e Ungheria), sulla legge sulle unioni civili e sulla collaborazione con l’SPD. Con il Circolo abbiamo poi organizzato tutti gli anni la festa di Natale (e ricordo con particolare piacere quella del 2015, a cui ha partecipato un ragazzo siriano) e grigliate o Biergarten estivi; abbiamo partecipato pressoché sempre alle celebrazioni del 25 aprile, facendoci promotori quest’anno di un momento di ricordo all’università presso il memoriale della Rosa Bianca; e abbiamo preso parte al corteo del primo maggio.
Integrazione però non è soltanto integrazione tra idee diverse: è capacità di integrarsi nella società in cui viviamo – il già citato territorio, in cui vivono italiani e ovviamente tedeschi.
Per questo, ci siamo fatti promotori nel 2015 di un incontro tra associazioni italiane, che ha portato – grazie al lavoro indefesso di Giulia, e alla disponibilità poi data da Daniela, Lara e Rolando, che si è poi iscritto al nostro Circolo – alla composizione della lista Mosaico; per questo abbiamo realizzato un – fallimentare… Lo abbiamo usato solo noi! – calendario comune tra le associazioni italiane, per evitare sovrapposizioni nell’organizzazione degli eventi; e per questo abbiamo cercato con regolarità – anche se con risultati senz’altro da migliorare – contatti con la SPD. In quest’ottica abbiamo partecipato a tre eventi della campagna per le elezioni comunali a cui era candidata Daniela; per questo abbiamo preso parte alla festa europea con Franz Maget in occasione delle elezioni europee del 2014, per le quali abbiamo naturalmente fatto campagna anche informativa (con sito e app di informazione); per questo abbiamo voluto portare al Landtag Filippo Taddei e Sandro Gozi, perché si potesse instaurare un dialogo tra partiti anche a livello più alto del nostro, e abbiamo insistito perché Florian von Brunn prendesse parte all’incontro sul Jobs Act; per questo abbiamo, grazie a Simona, partecipato alla manifestazione di Martin Schulz a Monaco e abbiamo – infine – preso parte alla conferenza dell’ASA, associazione socialdemocratica per l’arco alpino, con cui si profila una collaborazione proficua.
Anche da questo punto di vista resta molto da fare: il mondo delle associazioni è senz’altro molto complesso, anche in considerazione delle moltissime trasformazioni degli ultimi decenni, e richiede un impegno continuativo e costante. Per quanto riguarda la SPD, sono certa che il lavoro del prossimo direttivo saprà, partendo dai nostri piccoli passi e grazie ai contatti costruiti dal nostro gruppo in questi anni, potenziare la collaborazione arrivando a quella vera integrazione con il nostro “partito fratello” da cui finora ci separano molte tappe. Ulteriore cruccio personale: l’integrazione passa anche attraverso una riduzione del cosiddetto “digital divide”. Mi auguro con il cuore che la nuova segreteria torni sull’idea di piccole “lezioni di informatica” per chi ne senta il bisogno, perché la differenza nella competenza informatica pesa ogni giorno di più – e sono sinceramente dispiaciuta che non siamo riusciti, a livello di Circolo, ad occuparcene di più (a differenza di quanto ha fatto finora il PD Germania in questo senso).
Proporre
La terza parola, “proporre”, si riferiva soprattutto, nella mozione, al rapporto con i vertici del partito e con i nostri rappresentanti. In che modo abbiamo cercato di costruire relazioni che ci consentissero di essere più ascoltati?
Il primo strumento che ci siamo dati, dopo un inizio piuttosto faticoso, è stato quello del metterci in rete con gli altri circoli europei. Di questo si è occupata soprattutto – ma non solo – Giulia, che è stata sempre presente, spesso in compagnia di altri membri del Circolo (in alcuni casi io stessa, ma più spesso Giuseppe P. e Giuseppe Izzo Itsoh, Chiara Trompetto e altri) agli incontri semestrali in Lussemburgo e in altre città europee (Parigi, Londra, Madrid), a cui sono seguiti documenti programmatici che abbiamo quasi sempre sottoscritto.
Il secondo è stato il PD Germania: occorreva riprendere i contatti con la nostra Federazione, e per farlo ci siamo fatti promotori di un incontro dei circoli tedeschi a Monaco nell’aprile (5-6) del 2014; abbiamo proseguito l’impegno contribuendo – da Monaco, in più liste – in modo significativo al Congresso del PD Germania (nel Circolo: 25.10.16) e partecipando, io come Segretaria di Circolo, Giulia come Presidente PD Germania, alle teleconferenze indette dal Segretario Garippo Francesco per mantenere il rapporto con i circoli; abbiamo partecipato – come delegati o come dirigenti del Circolo – alle assemblee del PD Germania, a Stoccarda, Metzingen, Francoforte (e parteciperemo a breve all’Assemblea di Ludwigshafen).
Il terzo, forse il modo più diretto per permettere il passaggio dalla “base” ai “vertici”, è stato il dialogo con i nostri rappresentanti: nel 2014 abbiamo potuto discutere con Francesco Nicodemo, allora responsabile comunicazione del partito, della staffetta Letta-Renzi, facendo presenti le nostre perplessità; nel 2015 abbiamo organizzato un “filo diretto” con Laura Garavini, a cui abbiamo sottoposto domande… con pelo e contropelo sulla sua attività parlamentare; nel 2016, ad aprile, abbiamo avuto come ospite Claudio Micheloni, che ha parlato del referendum sulle trivelle; e ancora, nell’aprile di quest’anno, Laura Garavini è tornata a Monaco per ascoltare le difficoltà del personale di Consolato e Istituto di Cultura in conseguenza della prospettata chiusura dell’IIC e vendita degli immobili. Alla fine del 2016, in occasione della campagna referendaria, non solo il comitato, ma l’intero Circolo ha avuto modo di conoscere l’On. Cozzolino e il Sen. Roberto Cociancich, in città per la campagna, con i quali abbiamo ritagliato lo spazio di un pranzo per il confronto con chi del Circolo lo desiderasse. A questo, naturalmente, si aggiungono i già citati incontri pubblici – ad es. con Taddei, pure membro della Segreteria del PD all’epoca dell’incontro.
Infine, abbiamo cercato di partecipare regolarmente a tutte le iniziative del Partito italiano a cui fossimo invitati: abbiamo partecipato all’iniziativa #italiacoraggio nel dicembre del 2016; abbiamo partecipato alla Festa nazionale dell’Unità a Milano nel 2015; siamo stati al Forum dei circoli a Milano nel maggio di quest’anno, a settembre abbiamo partecipato al convegno alla Camera “una legislatura feconda” e a ottobre alla conferenza programmatica di Portici. Inoltre, naturalmente, abbiamo organizzato le primarie: l’8.12.13 hanno votato – record monacense! – 136 persone, mentre quest’anno è stato per la prima volta messo in piedi un seggio a Norimberga (la partecipazione è stata di 114+11).
***
Mi avvio dunque alla conclusione. Certo: si può sempre fare di più, e meglio. Ciononostante, guardando indietro a questi 4 anni entusiasmanti, sono sinceramente felice di quello che il nostro Circolo è riuscito a fare, al suo interno e fuori.
Sono immensamente grata a ciascuno di voi per gli insegnamenti e per gli stimoli; in modo particolare sono riconoscente – dal profondo del cuore – alle persone che più mi sono state vicine in questo percorso. Izzo, senza il quale probabilmente non mi sarebbe nemmeno venuta l’idea di candidarmi; Alessandro e Giuseppe P., che hanno seguito sempre, più nell’ombra, tutte le cose fatte; e naturalmente Giulia, che prima era solo un’amica e grazie a questi anni è diventata una sorella.
Auguro a Giuseppe P. di trovare nel suo nuovo ruolo entusiasmo, allegria, stimoli e relazioni: gli auguro di vivere intensamente il suo ruolo, con la serenità di chi ha intorno a sé una bella squadra, e può fidarsi dei suoi compagni di viaggio. Auguro a chi sarà eletto in tutte le cariche e nel direttivo di vivere questo impegno come un servizio, entusiasmante e appagante, a volte frustrante, sempre degno di essere portato avanti. Sono certa che questo Circolo potrà fare molte belle cose, e che Giuseppe ne sarà un’ottima guida.
Grazie a tutti!
Cecilia Mussini
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