Tecnocrazia e Banchieri

In un articolo apparso oggi, 16 novembre 2011, su “La Repubblica”, Barbara Spinelli scrive: “Parlare di un potere di tecnocrati e banchieri centrali che avrebbe usurpato il trono del politico vuol dire ignorare coscientemente la realtà in cui viviamo, fatta non di evaporazione ma di differenziazione-moltiplicazione della sovranità politica”. Personalmente condivido: credo che occorra non confondere le banche e le società di rating con i poteri europei, di cui Monti è sicuramente espressione. Questi poteri sono sicuramente collegati e raramente uno entrerà in rotta di collisione con l’altro perchè la politica a livello di continenti non è fatta per ottenere un piccolo posto di presidente del consiglio ma per il governo dei destini economici. È legittimo essere scettici, chiedersi il perchè ed il percome di scelte che saranno onerose, ma è anche necessario considerare le probabilità dei singoli possibili eventi ed assegnare delle priorità ai nostri desideri per riuscire a prendere decisioni che non siano il capriccio estemporaneo di un adolescente immaturo. È proprio a questo che la comunità italiana è chiamata in questi giorni: lasciare da parte certi infantilismi, certe faziosità, così tipiche dell’era appena conclusa, per concentrarsi sulle urgenze e sulle azioni da compiere per dare un futuro a questo paese. Solo poche settimane fa sarebbe sembrato impossibile che un governo ottenesse la fiducia sia dal PD che dal PDL: credo che questo sia il segno più forte che una certa era è finita.

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