Vogliamo vincere, potremmo perdere

È in arrivo la tornata elettorale e l’aria che tira non è precisamente pacioccona. Non lo era già prima che Berlusconi facesse la bella pensata di ricandidarsi, men che mai lo diventa adesso. Insomma, sarà battaglia. E le battaglie anche l’esercito più forte e meglio attrezzato può sempre perderle.

Se chi aveva in partenza tutti i numeri per vincere finisce col perdere, i motivi sono sempre gli stessi:

  1. sopravvalutare se stessi ;
  2. sottovalutare l’avversario.

La sinistra italiana questi errori li ha fatti tutti e due e anche abbastanza spesso. L’ultima volta fu nel 2006. Ve ne ricordate? La partenza non fu male. Prodi era stato scelto nelle primarie in modo quasi plebiscitario, cinque anni di governo Berlusconi, promesse tante e fatti pochi, avevano dato ai nervi a un sacco di gente, i sondaggi davano vincente l’Ulivo con margini più che buoni.

Poi, uno alla volta, cominciarono i passi falsi

Ci sopravvalutammo: stilammo un programma lunghissimo, confuso, pieno di frasi fatte e del tutto incomprensibile. Giustamente gli elettori si sentirono snobbati. Peggio ancora: arrivarono alla conclusione che non dire chiaramente cosa volevamo e come poteva significare solo due cose: non sapevamo cosa fare oppure non volevamo scontentare nessuno dei numerosi , litigiosi e disomogenei alleati.

Sottovalutammo l’avversario: intanto pensammo che, siccome molti erano scontenti di Berlusconi, tutti lo fossero. Non era così: a tanti Berlusconi andava benissimo. In secondo luogo non tenemmo conto della bravura del Cavaliere nel fare promesse alle quali tanta gente era felicissima di credere. Chi ci credeva non si fermava a riflettere su se e come sarebbe stato poi possibile mantenerle. La promessa era bella (“toglieremo l’ICI”) e tanto bastava.

Risultato: perdemmo il margine di vantaggio e vincemmo, ma così male che praticamente fu come se avessimo perso. E due anni dopo Prodi dovette fare le valigie e Berlusconi vinse a mani basse.

Adesso direte: ma oggi è diverso! La gente ha visto le promesse non mantenute (federalismo, ad esempio) e quelle che sono state mantenute a costi colossali e rovinosi (l’ICI, che ora si è dovuto far rientrare sotto un altro nome). Beh, sarà meglio non illudersi: in tempi così duri per tanta gente gli imbonitori che ti promettono la luna hanno gioco facile.

Quindi cerchiamo di non ricascarci:

  1. presentiamoci con un programma chiaro, nostro e comprensibile. E soprattutto focalizzato su economia e crescita;
  2. prepariamoci a giocare d’anticipo (B. vi racconterà che…non credetegli. Vi ha già preso in giro abbastanza!);
  3. coinvolgiamo gli elettori anche e soprattutto sulla Rete. È anche così che Obama ha ottenuto una rielezione che a volte sembrava impossibile;
  4. evitiamo i battibecchi interni;

e soprattutto cerchiamo di essere noi stessi! Non corteggiamo troppo il Centro fin da adesso: rischieremmo la fuga degli elettori più laici senza guadagnare neanche un voto. Il perché è ovvio e ha un nome: Monti.

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